dianova commissione droghe onu 1La 60ª sessione della Commissione Droghe dell’ONU si è riunita come ogni anno a Vienna dal 13 al 17 marzo per fare il punto.

Dal 13 al 17 marzo si è tenuta a Vienna la 60ª sessione della Commissione Droghe dell’ONU, organismo che ogni anno si riunisce per fare il punto sulle politiche relative alle droghe a livello globale.

La sessione si è riunita a quasi un anno di distanza dalla Sessione Speciale dell’ONU sulle droghe (UNGASS), che nell’aprile del 2016, seppur con limiti e cautele, ha segnato una rottura con quella filosofia di guerra alla droghe che per decenni è stata l’unica politica universalmente ammessa.

È stata un’agenda fitta di appuntamenti, a partire dalle relazioni ufficiali dell’UNODC (Ufficio dell'ONU sulle droghe e il crimine) che hanno presentato la situazione generale sull’uso delle droghe e il loro commercio.

I numerosi documenti depositati nei cinque giorni di sessione hanno inoltre evidenziato la necessità di valutare attentamente gli interventi che vengono proposti in relazione alle politiche sulle droghe, alla prevenzione e alla riabilitazione. Un altro interessante aspetto è stata la proposta di migliorare gli ambiti statistici e la valutazione dei risultati basati sull’evidenza scientifica, concetto in continuità con quanto emerso dalla risoluzione di UNGASS.

A Vienna presente anche Dianova International che, oltre ad aver partecipato alle sessioni formali, ha organizzato l’evento collaterale dal titolo “La versatilità delle Comunità Terapeutiche” insieme all’associazione Proyecto Hombre, all’ONG greca KETHEA e con l’appoggio della Federazione Europea delle Comunità Terapeutiche (EFTC) e della Federazione Mondiale delle Comunità Terapeutiche (WFTC). Il dibattito è stato aperto dal presidente di EFTC Rowdy Yates che ha parlato del modello della Comunità Terapeutica e dei suoi metodi di intervento che le consentono di adattarsi a differenti tipologie di persone. Il direttore di Proyecto Hombre Cataluña Oriol Esculies, invece, si è focalizzato sui differenti target di riferimento per le Comunità Terapeutiche in Spagna: donne con bambini, centri di protezione per minori, programmi specializzati in ambito alcologico, centri di trattamento per la doppia diagnosi, programmi in carcere e centri per il reinserimento. Dopodiché, Lucia Goberna di Dianova International ha presentato un programma innovativo rivolto a migranti con problemi di salute mentale o di dipendenze che Dianova Spagna sta implementando in Catalogna; grazie all’esperienza di Dianova si è potuto adattare il modello a questa utenza specifica, rafforzando così il concetto di versatilità della Comunità Terapeutica. Infine, il direttore aggiunto di KETHEA Phaedon Kaloterakis ha proiettato un video che ha mostrato un programma di trattamento per le dipendenze della ONG greca in un carcere. Si tratta di un nuovo programma avviato nelle strutture penitenziarie che offre opportunità reali nel migliorare la vita delle persone. All’evento hanno assistito alti rappresentanti dei coordinamenti nazionali sulle droghe di Spagna, Portogallo e Grecia, così come rappresentanti del Cile alle Nazioni Unite o di organizzazioni internazionali come UNICRI (Istituto internazionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia). In totale si è registrata la presenza di persone provenienti da 15 differenti Paesi.

Alla sessione, per concludere, l’Italia è stata rappresentato dal Dipartimento Politiche Antidroga nelle persone di Giovanna Di Capua, nuovo capo, ed Elisabetta Simeoni.

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