cnd61 dianova international 1Evento che ha dato voce ad oltre 900 realtà della società civile con la lettura di un manifesto sul valore delle Comunità.

Dal 12 al 19 marzo 2018 si è svolta a Vienna la 61^ Session of the Commission on Narcotic Drugs con la partecipazione degli Stati Membri delle Nazioni Unite e delle Organizzazioni della Società Civile. L’evento, istituito dal Consiglio Economico Sociale (ECOSOC), si è tenuto presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Vienna e ha trattato principalmente il tema di come affrontare e contrastare il problema mondiale delle sostanze. 
Dianova International ha partecipato a dibattiti riguardanti le politiche sulle droghe, la dipendenza e l’inclusione sociale, con particolare attenzione all’evento organizzato dall’UNODC “Far luce sugli aspetti scientifici e i risultati delle comunità terapeutiche, condividere esperienze provenienti da diversi ambiti ed esplorarne il potenziale” organizzato dai governi di Grecia e Spagna, Dianova, Associazione Proyecto Hombre e KETHEA.

Manifesto a favore delle comunità terapeutiche

Durante la sessione plenaria del CND che convoca tutti i rappresentanti degli Stati membri, le organizzazioni internazionali, la comunità scientifica e la società civile, Oriol Esculies, della Direzione Internazionale dell’Associazione Proyecto Hombre, ha letto il Manifesto a favore delle comunità terapeutiche sottoscritto anche da Dianova International.
Questo manifesto rappresenta la voce di oltre 900 organizzazioni non governative che operano in 82 paesi e assistono ogni anno oltre 700.000 tossicodipendenti.
Il suo obiettivo è quello di costruire insieme un mondo coeso e migliore per le generazioni future profondamente radicato sui diritti umani con particolare attenzione alla salute. La riduzione del problema delle sostanze è cruciale per il raggiungimento di questa mission.
Ancora oggi, sfortunatamente, cinque persone su sei con problemi legati all’uso di sostanze non hanno accesso ad un trattamento terapeutico adeguato (World Drug Report 2017). Le Nazioni Unite, insieme agli Stati membri della società civile, stanno contribuendo con enorme sforzo alla prevenzione e al trattamento dei disturbi legati all’uso di droghe, ma rimane ancora molto da fare.
L’uso e abuso di sostanze costituiscono un grave problema di salute pubblica e sicurezza in tutto il mondo; un disturbo che può essere associato a varie condizioni di vulnerabilità individuale e fattori sociali come la povertà, l’esposizione alla violenza e l’esclusione sociale.
Le normative internazionali sul trattamento dei disturbi associati all’uso di sostanze suggerite dalle Nazioni Unite raccomandano approcci integrati e differenziati destinati alla riduzione del problema della dipendenza attraverso interventi basati sulle evidenze scientifiche e nel rispetto dei diritti umani, come ad esempio programmi di prevenzione/sensibilizzazione e di trattamento ambulatoriali e/o residenziali. Le Comunità Terapeutiche restano uno degli approcci più comuni e ampiamente disponibili in tutto il mondo.
Si basano su un modello di apprendimento il cui obiettivo, partendo da un approccio bio-psico- sociale, non è solo l’astinenza, ma un percorso di cambiamento continuo e multidimensionale verso il miglioramento della qualità della vita in diverse aree: la salute fisica e mentale, la cura dell’ambiente famigliare, il lavoro e la partecipazione sociale e cittadina. Così facendo si evita anche di trasmettere alle nuove generazioni modelli di comportamento devianti e dipendenti.
Le Comunità Terapeutiche sono strutturate per offrire assistenza anche a target specifici come donne, minori, persone con HIV e altre patologie, persone con disturbi psichiatrici, persone con condotte delinquenziali; tutto questo grazie ad equipe professionali che uniscono importanti competenze all’amore per il proprio lavoro e per le persone.
In alcuni paesi queste strutture non sono sufficientemente sostenute e disponibili, e per milioni di tossicodipendenti è quasi impossibile ricevere un trattamento terapeutico adeguato. Allo stesso tempo è necessario vincere lo stigma delle tossicodipendenze, dimostrando alla comunità internazionale che la riabilitazione è possibile solo se viene fornito il giusto supporto.
L’impegno di Dianova e di tutti i presenti al Congresso è quello di rafforzare la cooperazione tra i governi, le organizzazioni internazionali, le ONG e la società civile e continuare ad offrire servizi alle persone nel modo più adeguato possibile. Queste sono le soluzioni più efficaci per ridurre in modo significativo il problema mondiale delle droghe.
I nostri più sinceri ringraziamenti a tutti gli oratori che hanno partecipato all’evento “Human Rights and Quality Standards in Drug Treatment” (I diritti umani e i livelli di qualità dei trattamenti sulle droghe).
Infine, grande soddisfazione per l’importante risultato ottenuto da uno dei rappresentanti di Dianova International, Lucia Goberna Lehmann, eletta nuova Vice Presidente della Commissione VNGOC.

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