icf1Il Dr. Pasqualotto e Dianova hanno presentato presso il DIPEAD di Milano il set di strumenti ICF- Dipendenze.

Il giorno 11 settembre dalle 10,00 alle 13,00 in collaborazione con il Dipartimento Interaziendale Dipendenze - DIPEAD si è tenuta una breve presentazione sull’ICF-Dipendenze.

ICF-dipendenze è un set di strumenti che si basa sulla Classificazione Internazionale del Funzionamento e della Disabilità (ICF) che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha emanato nel 2001, ed è composto da un protocollo di osservazione per gli operatori, un questionario di autovalutazione per i pazienti e da una gestione informatizzata dei dati in grado di generare un profilo di funzionamento dell’utente dal quale è possibile cogliere in maniera immediata quali sono le priorità di intervento e le necessità e i bisogni del singolo individuo. Un insieme di strumenti delineati dopo una sperimentazione durata tre anni che sono in grado di valutare il “funzionamento” complessivo della persona in condizioni di dipendenza e di fornire indicazioni ed evidenze per la programmazione mirata di azioni di intervento. La prospettiva di riferimento della Classificazione ICF è di tipo bio-psico-sociale.

Un set di strumenti che Dianova, grazie alla formazione condotta dal Dr. Pasqualotto, autore con il suo team dell’applicazione dello strumento nell’ambito delle dipendenze, ha iniziato ad applicare da maggio del 2018 in tutte le 5 strutture residenziali.

Alla giornata hanno partecipato circa 20 persone provenienti dai diversi Servizi (Ser.D. e NOA) dell’ASST di Milano, dopo una breve presentazione realizzata dal Dr. Gatti (Direttore del Dipartimento Interaziendale Prestazioni erogate nell’ambito delle Dipendenze e Direttore della Struttura Complessa–Programmazione, Studi e Ricerche nell’Area Dipendenze) che ha ospitato e organizzato la mattinata, la prima parte è stata condotta dal Dr. Pasqualotto che ha introdotto e spiegato il paradigma che è alla base dell’ICF-Dipendenze ma soprattutto l’opportunità offerta dallo strumento per applicare un modello di cura basato sulla presa in carico individuale e su percorsi sempre più condivisi fra soggetti pubblici e privati.
L’intervento di Dianova ha illustrato il percorso di avvicinamento all’ICF, la sua implementazione e la sua applicazione nell’ambito residenziale, ma anche la prospettiva futura: realizzare una valutazione di outcome gruppale.
Dopo le presentazioni è stato dato spazio a domande e riflessioni dei presenti.
L’obiettivo di questa giornata per Dianova era quello di cercare di realizzare sinergie perché lo strumento possa essere adottato anche in altre strutture sia pubbliche che private che si occupano di dipendenze patologiche, come già avviene in altri territori.
L’attenzione verso la globalità del paziente e quindi al miglior profilo di funzionamento possibile oltre all’integrazione, sono obiettivi difficili, complessi ma nello stesso tempo indispensabili, raggiungibili con un continuo confronto e sforzo comunicativo, relazionale e professionale da parte di tutti gli operatori coinvolti; riteniamo che i vantaggi che lo strumento ci offre potrebbero essere diversi: creare un linguaggio comune che permetterebbe di rinforzare l’intervento di rete tra le Comunità Terapeutiche e servizi, costruire progetti maggiormente mirati e finalizzati al bisogno del paziente, la possibilità di valorizzare sia la complessità e completezza dell’intervento nella residenzialità ma anche di quella dei servizi e soprattutto, la possibilità di costruire percorsi congiunti di outcome.

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