operatrice utente ortacesusPer ricominciare ad accogliere chi ha bisogno di aiuto è necessario effettuare i tamponi: Dianova si è rivolta alle Regioni e al Sistema Sanitario.

In Italia ogni anno 130.000 persone si rivolgono ai servizi per problemi di dipendenza da sostanze (droghe e/o alcol) e ben 15.000 scelgono di intraprendere un percorso in una Comunità. Dianova, tra il 27 febbraio e il 9 marzo, ha scelto di sospendere i nuovi ingressi in tutte le sue cinque strutture presenti sul territorio nazionale per tutelare la salute dei propri ospiti e del personale: il coronavirus blocca tutto il Paese, ma il disagio sociale, le tossicodipendenze, l’alcolismo e le altre dipendenze non si fermano.

Migliaia di persone sono “ferme” in attesa che le comunità di Dianova ma anche quelle di altre realtà del settore possano riaprire i battenti per offrire un percorso di recupero; in questo momento nelle nostre strutture sono circa 40 i posti vuoti e le richieste per i nuovi inserimenti da parte di Sert e Tribunali si stanno accumulando. Fino ad ora è stato possibile effettuare i colloqui tramite videochiamate, ma per accogliere nuove persone è necessario tutelarsi da eventuali contagi.

In tutte le cinque strutture di Dianova gli operatori stanno rispettando le norme di profilassi igieniche e sanitarie attraverso l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (guanti, mascherine, etc…) e, per gli ospiti, sono stati posizionati in luoghi strategici (mensa, bagni, luoghi di stazionamento) confezioni di soluzioni disinfettanti per le mani e per le superfici: il risultato è che in nessuna delle nostre comunità sono avvenuti contagi.
Per fornire agli oltre 80 operatori e ai 130 ragazzi attualmente presenti nelle strutture questo tipo di materiale Dianova ha sostenuto ingenti costi, in parte coperti dalla campagna di raccolta fondi che è stata avviata già a partire dall’inizio di marzo.

In vista della riapertura degli ingressi abbiamo iniziato a predisporre spazi appositi per isolare in quarantena (della durata di 15 giorni) i nuovi ingressi che avranno bagni e docce dedicati, mascherine, guanti ed eventualmente camici monouso; stanze, materasso e vari corredi verranno igienizzati prima dell’arrivo dei nuovi ospiti e a conclusione del periodo di quarantena, i pasti verranno serviti con stoviglie monouso in camera o in appositi spazi e un operatore, ovviamente dotato di dispositivi di protezione, si occuperà di verificare la temperatura dei ragazzi tramite termo scan. Inoltre per i ragazzi in quarantena verranno anche predisposte attività ludiche di diverso tipo.

Tutto questo però sarà possibile solo in presenza di tampone NEGATIVO al Covid-19: riteniamo necessario ed essenziale richiedere una certificazione medica inerente lo stato di salute del soggetto in procinto di accedere alle nostre strutture e l’effettuazione di un tampone virale specifico nei giorni immediatamente precedenti l’ingresso in Comunità.

Crediamo che sia necessario riaprire i battenti per offrire supporto e aiuto alle centinaia di persone che, soprattutto in questo periodo difficile, vivono un problema di dipendenza da sostanze, ma per farlo è essenziale predisporre tamponi faringei per tutti coloro che vogliono intraprendere un percorso comunitario. È necessario tutelare la salute dei nostri operatori e dei ragazzi già presenti nelle nostre cinque comunità.

La riorganizzazione del lavoro delle comunità non può inoltre non tenere presente alcuni strumenti ad oggi utilizzati con gli utenti durante il percorso terapeutico che vanno dalle verifiche esterne, alle sperimentazioni fuori dalle comunità e alle uscite mirate ed anche alla fase del reinserimento che prevede la ricerca del lavoro, di una casa, etc… a questo proposito internamente Dianova sta realizzando un gruppo di lavoro per poter riorganizzare al meglio tutta questa parte rilevante che coinvolge il funzionamento delle strutture e gli obiettivi previsti dai programmi terapeutici individuali.

Vogliamo in conclusione ribadire le nostre priorità: garantire il proseguimento del percorso dei nostri ragazzi nei limiti del possibile, attuando tutte le dovute precauzioni e poter offrire a tante persone un’alternativa alla dipendenza, riaprendo i battenti delle nostre Comunità a coloro che ne hanno bisogno.
Per tutti questi motivi Dianova, che proprio in questo momento sta cominciando a predisporre la sanificazione di tutte le strutture, si è rivolta al Sistema Sanitario e alle Regioni che devono necessariamente dare una risposta non solo alle nostre richieste, ma anche a tutte le realtà del settore come la nostra, che da anni garantiscono un servizio pubblico per tutte quelle persone con problemi di tossicodipendenza.

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